Il progetto “Nu-folk Global Connections” – presentato in Finlandia in occasione del Womex 2019 – coinvolge alcuni musicisti professionisti provenienti da Belgio, Danimarca, Spagna, Ungheria e Lettonia, oltre che dalla Sicilia, nella creazione di un’Orchestra folk multiculturale che rielaborerà le tradizioni musicali dei paesi partner attraverso arrangiamenti moderni e attuali. La prima residenza artistica si concluderà con il live “Nu-Folk Global Connections – Kickoff concert” domenica 24 alle 21 al Centro ZoIl secondo step del progetto prevede che i musicisti coinvolti in “Nu-folk Global Connections” si ritroveranno ancora nella città dell’Etna, dal 6 al 14 gennaio 2020, per perfezionare quella che sarà l’Orchestra folk europea e il loro repertorio, che presenteranno in anteprima martedì 14 gennaio sempre al Centro Zo , prima di partire in tour per i più prestigiosi festival folk europei che li terranno impegnati per tutto il 2020: il Babel Night di Barcelona (Spagna) il 25 aprile; l’Halkaer Festival in Danimarca il 7 giugno;  lo Sviests Festival in Lettonia l’11 giugno; il Babel Sound in Ungheria il 25 luglio; l’Alkantara fest in Sicilia il 3 agosto e il Festival Dranouter, in Belgio, il 9 agosto.

Dai live dell’Orchestra “Nu-folk Global Connections” sarà prodotto un esclusivo CD – pubblicato e distribuito dall’etichetta discografica di uno dei Paesi partner – che sarà distribuito gratuitamente al Womex 2020, l’esposizione internazionale di world music organizzata ogni anno in Paese diverso d’ Europa, che nel 2020 sarà ospitato dall’Ungheria. Saranno presentati i risultati della ricerca bilingue (italiano e inglese) commissionata all’Università di Catania e coordinata dall’esperto di Audience development Francesco Mannino nell’ambito del progetto “Nu-folk Global Connections”, con la quale si cercherà di dare una o più risposte a diversi quesiti legati all’importanza e all’impatto della musica tradizionale in Europa. Alla domanda “La musica popolare ha un valore nel mercato della musica attuale?” si tenterà di dare risposte plausibili in merito all’audience development, alla formazione di nuovo pubblico e alle possibili ricadute economiche sul tessuto sociale e sui flussi turistici dei paesi partner. I risultati dello studio, che sarà condotto sul piano sociale, musicale e della fruizione da parte del pubblico, sarà reso disponibile per i professionisti del settore e per le ricerche universitarie correlate ai fenomeni culturali e turistici.

Nell’immagine gli ungheresi “Oi Dipnoi & Yukatengi”.

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