Al ministero dell’Interno si stanno completando i conteggi del voto di domenica. Aldilà dei commenti politici e dell’attesa sulle conseguenze, entro domani quasi sicuramente verrà completato il quadro completo degli eletti al Senato ed al Parlamento. E si tratta di dettagli non da poco, perché in molti casi poche centinaia di voti possono cambiare le sorti di questo o quel candidato. Ad esempio, dagli ultimi spogli del proporzionale, viene fuori il salvataggio di alcuni degli illustri bocciati all’uninominale, dai ministri Franceschini, Minniti e Pinotti all’ex presidente della Camera Laura Boldrini.ilcappotto

Anche in Sicilia assistiamo a qualche salvataggio illustre, come quello dell’ex sindaco Raffaele Stancanelli al Senato con “Fratelli d’Italia” e di Valeria Sudano, a cui è andata davvero bene. Nella Caporetto del Pd riesce ad entrare per la prima volta a Palazzo Madama, uno dei due pidiini assieme a Davide Faraone nella Sicilia occidentale. En plein dell’”eterna” (dal primo Berlusconi) Stefania Prestigiacomo che passa in ben due collegi alla Camera. Stupisce anche Maria Elena Boschi, promossa pure lei in due collegi siciliani, oltre a quello di Bolzano all’uninominale. Lascerà il posto al rettore di Messina Pietro Navarra ed al segretario regionale del partito Fausto Raciti.

Ma vediamo voti e seggi effettivi.

Al Senato Sicilia 2 orientale, il Movimento 5 Stelle ha ottenuto 531.395 mila voti, pari al 48,88 per cento: quattro seggi all’uninominale e quattro al proporzionale.

Il Centro-Destra, che sperava in un successo ben più largo simile a quello delle regionali, è al 31,34% con 340.672 mila voti. Appena un senatore per Forza Italia, Gabriella Giammanco, e appunto Stancanelli.

Scende al 14,15% il Pd con 153.883 voti e la sola Sudano eletta. “Zeru” tutti gli altri.

Vediamo la Camera Sicilia 2.

Da qui i cinquestellini manderanno ben 19 deputati a Montecitorio, grazie a 642.504 mila consensi pari al 49,26%.

Centro destra bloccato al 30,72 con 400.707 voti. Elegge tre deputati: la Prestigiacomo appunto, il ragusano Antonio Minardo e Ninni Germanà a Messina, “dinasty” insomma. Su quel fronte ci sono anche il “leghista” Carmelo Lo Monte e Carmela Bucolo con la Meloni, che ha in pratica soffiato il posto a Manlio Messina.

Il Pd si arena al 14,44 ed elegge Navarra e Raciti.

Qui ha recuperato un seggio anche “Liberi e Uguali” che con uno striminzito 2,62 e 34.218 voti rispedisce a Montecitorio l’ex segretario nazionale della Cgil Guglielmo Epifani. Ben magro bottino.

Ed ecco la valanga a 5 Stelle al Senato proporzionale: Antonella Campagna, Maurizio Santangelo, Cinzia Leone, Fabrizio Trentacoste, Mario Giarrusso, Cristiano Anastasi, Barbara Floridia e Nunzia Catalfo. Quest’ultima è stata eletta anche nell’uninominale e il seggio dovrà essere riassegnato, ma non in Sicilia, dove sono stati eletti tutti i candidati in lista.

Alla Camera Alessio Villarosa, Angela Raffa, Francesco D’Uva (eletto nell’uninominale, al suo posto dovrebbe entrare Antonella Papiro), Giulia Grillo, Santi Cappellani, Simona Suriano (pure lei uninominale, al suo posto Luciano Cantone), Marialucia Lorefice (eletta nell’uninominale, al suo posto entrerebbe Filippo Scerra), Gianluca Rizzo, Maria Marzana (eletta nell’uninominale, seggio da assegnare, visto che il listino è esaurito: si andrà nel collegio più vicino).
Nella foto i neo eletti assieme al gruppo parlamentare all’Ars al termine di un incontro che si è tenuto a Caltanissetta.

vincitori

 

 

 

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