Furono vittime della solita congiura di palazzo, invidie e rivalità, praticamente dopo Natale, eppure avevano ben operato nella disastrata Azienda municipalizzata Trasporti. “Mancanza di requisiti”, cioè titoli specifici fu la motivazione che innescò una serie di ricorsi e controricorsi come nella peggior tradizione italica.

Superati però gli ostacoli giuridico-burocratici, Puccio La Rosa e Raffaella Mandarano (nelle foto) tornano al loro posto di presidente e consigliere di amministrazione.pucciomandarano

La Rosa, personaggio ben noto alle cronache politiche, attivista della destra nei quartieri fin da giovanissimo, poi consigliere comunale naufragato nel movimento finiano, è avvocato esperto di diritto civile, del lavoro e tributario. Raffaella Mandarano è imprenditrice ed erede, laurea in ingegneria idraulica e un passato come presidente dell’Hi-Tech di Confindustria Catania. Rimane come terzo componente l’ingegnere Stefania Di Serio che era stata nominato nello scorso mese di marzo.
Nella precedente gestione i due dimostrarono notevoli capacità manageriali, riconosciute sia dall’amministrazione sia dai lavoratori dell’azienda stessa; riorganizzando l’intero sistema e riuscendo a mettere in strada fino a 100 autobus al giorno, provvedendo all’apertura del parcheggio in piazza Borsellino, recuperando parte dei crediti vantati da anni nei confronti della Regione e ad ultimare le attività di completamento dell’autorimessa di San Giuseppe La Rena in cui la società Amt provvederà a trasferire i suoi uffici con un conseguente risparmio di spesa. Le medesime capacità ha dimostrato l’ingegnere Stefania Di Serio. La Rosa prende dunque il posto di Carlo Lungaro.

Nei prossimi giorni, il sindaco Enzo Bianco, insieme al nuovo Cda e all’assessore alle Partecipate Salvo Andò, terrà una conferenza stampa durante la quale sarà annunciato il potenziamento del parco vetture e le strategie per accedere ad alcune importanti linee finanziarie.

Stranamente polemica la reazione della Cgil, forse perché La Rosa non è di sinistra: “La nomina di Puccio La Rosa ricorda il sapore di una minestra riscaldata. E avviene in tempi sospetti”. La critica all’amministrazione comunale arriva dal segretario Giacomo Rota, e dal segretario della Filtl, Alessandro Grasso che in una nota criticano aspramente la scelta  di riproporre l’ex presidente della municipalizzata. “Non abbiamo nulla contro la persona di La Rosa, avvocato degno della nostra stima, ma la sua pregressa esperienza in azienda non solo non ha registrato risultati soddisfacenti, ma è stata condotta in un clima di disprezzo per i rapporti sindacali. Un aspetto quest’ultimo, che non solo non possiamo accettare in linea di principio, ma che a maggior ragione si rivela dannoso in un contesto complesso come quello della Amt. I sindacati hanno segnalato più volte, anche recentemente, il fatto che sempre meno autobus siano in circolazione, nonché l’ammontare dei debiti in continua ascesa, l’assenza di un piano industriale, e una cattiva gestione interna che stanno mettendo in crisi il trasporto locale a discapito dei cittadini catanesi e dei lavoratori”. Per Rota e Grasso, infine, “la nomina di La Rosa appare quanto meno poco chiara in questo delicato momento pre elettorale dove la corsa alle poltrone assume sfumature diverse rispetto ai mesi passati”.

Di tutt’altro avviso Maurizio Attanasio, segretario della Cisl di Catania, e Mauro Torrisi segretario del presidio provinciale della Fit Cisl. “Auguriamo buon lavoro a neo presidente Puccio La Rosa, tornato al vertice dell’Amt, e ai nuovi componenti del consiglio d’amministrazione Raffaella Mandarano e Stefania Di Serio. Speriamo che la partecipata del trasporto locale possa riavere la necessaria governabilità per poter riprendere a svolgere un servizio essenziale per la cittadinanza catanese. Auspichiamo ora – aggiungono – che si possa riprendere il confronto, sia con la presidenza sia alla con la partecipazione dell’amministrazione comunale, affinché si affrontino i gravi problemi dell’azienda, le questioni che riguardano il personale, le risorse, il rapporto con la Regione e il piano industriale».

amt

 

 

 

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