Massiccia operazione delle forze dell’ordine nelle prime ore del mattino fra Catania, Mascali, Giarre, Ramacca, Taormina, Giardini Naxos e Ravenna.

Ottanta carabinieri della Compagnia di Giarre e degli altri Comandi competenti per territorio, a conclusione di una prolungata attività investigativa, coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania, hanno eseguito una misura cautelare a carico di 10 persone, accusate a vario titolo dei delitti di “associazione finalizzata al traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi, reati contro il patrimonio e per violazione delle prescrizioni alle misure di prevenzione personali”.

L’attività investigativa, durata circa sei mesi, dal dicembre 2011 fino all’inizio dell’estate 2012, ha permesso di individuare una organizzata rete di fornitori, pusher e fiancheggiatori dello spaccio di stupefacenti, in prevalenza del tipo marjuana e cocaina, operanti su Mascali, precisamente Piazza Idria della contrada Nunziata; far luce su alcuni canali di approvvigionamento di stupefacenti tra Catania e l’area jonica di Mascali, e da questo verso Taormina e Giardini Naxos.

Inoltre sono sequestrate circa 250 dosi di Marjuana ed arrestate in flagranza del reato di detenzione di stupefacenti sei persone.

Le indagini hanno preso il via controllando alcuni piccoli spacciatori del comune ionico che gravitano in Piazza Idria di contrada Nunziata, seguendone i movimenti e giungendo ai loro principali fornitori. Sono stati successivamente accertati i rapporti tra i vari pusher della zona piazza, ma soprattutto tra questi ultimi e altri  spacciatori di Giarre, Ramacca, Giardini Naxos e Taormina.

Il personaggio più importante è stato individuato in Vincenzo Musumeci, già conosciuto alle Forze di Polizia, ritenuto a capo dell’organizzazione e affiancato dai fidatissimi collaboratori Oualid Llabadi e Riccardo Calabretta.

I tre mascalesi, che si sono avvalsi di una vera e propria organizzazione utilizzavano per il trasporto della marijuana autovetture “pulite”, prese a noleggio e, quindi, non direttamente riconducibili ai predetti.

Al fine di sfuggire alle intercettazioni gli indagati, nel corso delle conversazioni, parlano dello stupefacente indicandolo con termini concordati quali: “coca cola”, “bastarda”, “caffè”, “dvd” o “pastiglione”.

Con il ruolo di veri e propri pusher di piazza e fattorini dello stupefacente sono stati individuati Davide Catanzaro, Emanuele Mercurio e Marco Giammona che consegnavano le dosi anche a domicilio, spacciando inoltre nelle discoteche di Taormina e Giardini Naxos.

Il gruppo si riforniva dai fratelli Cosimo e Orazio Marino, con base logistica in Via Pantelleria di San Giovanni Galermo.

Nelle foto da destra Calabretta, Catanzaro, Costa, Giammona, Llabadi, Orazio Marino, Musumeci e Zingale.

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