A Librino qualcosa si muove.

Lo dice Sara Fagone (nella foto) , segretaria della Cgil di zona, che torna sul quartiere satellite e sul confronto con i pubblici amministratori.sarafagone

“A seguito dell’assemblea aperta dello scorso 14 novembre – afferma la Fagone –  alcune cose positive sono accadute nel quartiere. È però importante che le istituzioni non gestiscano solo le emergenze, seppure prioritarie, del quartiere. Librino chiede anche una visione d’insieme, un progetto pensato su misura” .

E aggiunge: “La rotonda davanti la Porta della Bellezza a Librino è stata ripulita, i lavori dell’ Enel al borgo sono iniziati, la Commissione lavori pubblici, accompagnata  dalla sezione locale del PD e dai consiglieri della circoscrizione, ha visitato il quartiere,  i vigili urbani lavorano davanti all’istituto  “Dusmet”.  Non sappiamo quanto questo sia direttamente collegato all’incontro dei giorni scorsi, ma l’importante è che  alcune cose stiano avvenendo”.

Per la Cgil Librino, è necessario che si costruisca un progetto comunale “finito e condiviso, che possa resistere alle varie amministrazioni, e che possa essere realizzato nei tempi e con modalità definite, nella consapevolezza delle risorse disponibili, ma con la certezza che ci sia la volontà di ricercare fondi e finanziamenti anche nazionali ed europei. Chiediamo dunque che si cominci a lavorare con i tecnici e gli amministratori  sul progetto Librino”.

“Il piano di zona di Kenzo Tange, (che riguarda anche il Villaggio Sant’ Agata) – conclude la Fagone – , risale ai primi anni ’70 ed è stato realizzato solo in parte. In questi anni l’Università, e non solo quella catanese, ha elaborato diversi progetti, belli, innovativi ed ecocompatibili. Ricordiamo solo il progetto elaborato per la riqualificazione di Piazza dell’Elefante, molto apprezzato dagli abitanti e dall’allora vice sindaco Mario Chisari, ma che poi non se ne occupò, oltre allo studio sulla  fattibilità degli orti urbani e sulla tipologia  del terreno con annessa mappa particolareggiata delle falde acquifere. Ma bisogna mettersi al lavoro, si deve cominciare a tracciare un percorso e un confronto su questi temi. In questo modo, l’ l’amministrazione risparmierebbe sul lavoro di progettazione perché già è pronto”.

Per il segretario generale della Camera del lavoro, Giacomo Rota, “Catania deve imparare a conoscere Librino, un pezzo di territorio dove vivono 70 mila persone, tutti concittadini preoccupazioni e speranze di un ‘unica città metropolitana. Librino chiede un progetto per sé, esattamente come Catania cerca una via d’uscita su misura per il rilancio. Si tratta di due aspetti dello stesso diritto al futuro. Uno dei diritti che il sindacato promuove con la sua azione ogni giorno”.

 

 

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