Dirigenti, professori, direttori di dipartimento, medici, infermieri, ma soprattutto studenti e specializzandi della Scuola di Medicina dell’Ateneo. Sono stati i protagonisti del workshop “La gestione del rischio clinico: esperienze europee a confronto” che si è tenuto nell’aula magna  “Rodolico” alla Cittadella. Quasi un’anticipazione del convegno internazionale in programma per domani all’Hotel Scheraton dal titolo “Global Trigger Tool Methodology”: un progetto della Regione, organizzato dal “Policlinico – Vittorio Emanuele”.

Il convegno è stato aperto da Vincenzo Parrinello, responsabile scientifico del progetto che, dal 2013 grazie ad un finanziamento Ministeriale ottenuto dalla Regione, lavora con lo scopo di divulgare una innovativa metodologia a contrasto del rischio clinico, sviluppata a Cambridge nel  Massachusetts: il “Global Trigger Tool”.

Il  professor Agostino Palmeri, presidente del corso di laurea in Medicina e Chirurgia, ha annunziato: “ Faremo in modo che, l’anno prossimo, gli studenti possano avere una giornata ad inizio anno accademico completamente dedicata a questo argomento”.

Nel corso del workshop, è stato premiato Edoardo Cicero, specializzando in Neurologia che, con il suo studio “Valutazione del rischio tromboembolico nel paziente ricoverato” ha permesso di ridefinire la modulistica aziendale.

Alla seconda giornata parteciperanno fra gli altri Peter Lachman, presidente della Società Internazionale per la Qualità dell’Assistenza da Dublino, Oscar Guzman Ruiz, medico internista presso il Centre Hospitalier EpiCURA in Belgio, Fernando Vasquez, professore ordinario di microbiologia della facoltà di Medicina di Oviedo in Spagna e Maria Unbeck del Karolinska Institutet di Stoccolma, responsabile del progetto “Global Trigger Tool” in Svezia, oltre allo stato maggiore della sanità catanese.

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