L’immortale amore di Romeo e Giulietta di William Shakespeare grazie all’intuizione dell’attrice e regista Francesca Ferro e alla fedele traslazione in lingua siciliana di Alessio Patti venerdì 8 e  sabato alle ore 21, e domenica alle 18, rivivrà sul palco del Centro “Zo” in una nuova veste diventando “Romeo Q Giulietta”, in cartellone per la terza stagione del Teatro Mobile. Cambiano i secoli e il modus vivendi ma l’universalità della poetica di Shakespeare e il suo intreccio narrativo insieme alla forza della lingua siciliana tra passioni, colori e i suoni tipici dei più disagiati quartieri popolari del sud diventano un tutt’uno collegando il teatro contemporaneo a quello shakespeariano.

“I personaggi- spiega Francesca Ferro- vivono una città in dissesto, senza legge, dove i conti fra le fazioni avverse vengono regolati da un potere criminale al vertice che decide sulla vita e sulla morte, questo tragico scenario, avvolto nelle tenebre è la tomba dei diritti dell’uomo ma che l’amore, ancora una volta, riporterà in vita”. Ed ancora aggiunge: “La poetica di Shakespeare si dimostra universale, la lingua siciliana nella traslazione di Alessio Patti dona vitalità e colore ai protagonisti che non sembrano mai stati così veri”.

Francesca Ferro dirige un cast composto da Giovanni Arezzo, Francesco Maria Attardi, Verdiana Barbagallo, Dany Break, Fabio Costanzo, Domenico Gennaro, Mansour Gueye, Loredana Marino, Giovanni Maugeri, Mario Opinato, Maria Chiara Pappalardo, Pasquale Platania, Teresa Spina e Renny Zapato, insieme alla straordinaria partecipazione di Guia Jelo, che daranno vita al contrastato amore di Romeo e Giulietta catapultato ai giorni nostri tra le strade di un qualunque quartiere popolare, dove non è difficile incrociare rappresentanti della famiglia Montecchi, Benvolio per esempio, che aspetta con ansia Mercuzio sbucare da dietro l’angolo in preda ad effetti allucinogeni di sostanze sconosciute (donategli da un prete spogliato), mentre Tebaldo in sella ad un motorino truccato gli taglia la strada e altri due dei Capuleti gli fanno il dito medio urlandogli contro. Prima ancora che il sole scompaia del tutto e la luce gialla dei lampioni si rifletta sul nero della pietra lavica è possibile scorgere deboli ombre femminili popolare le strade per dare il via alla compravendita, per la Nutrice, un’altra notte di lavoro è appena cominciata. E infine non ci si sorprende se dopo aver preso un selz limone e sale alla stazione, li vicino un giovane che cerca di scavalcare il muro di un’abitazione, tranquilli, non è l’ennesimo furto in casa: sta andando a trovare la sua Giulietta.

Musiche di Massimiliano Pace, costumi a cura di Giusi Gizzo, allievi dell’Accademia CAMS Studio, centro arti e mestieri per lo spettacolo, con l’aiuto regia Teresa Spina.

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