Di scena alla Sala “Di Martino” di via Caronda 82, la nuova produzione del Centro Teatrale Fabbricateatro, “Sperduti nel buio” (‘ntra lustru e scuru)- Viaggio nell’inferno di Catania da Nino Martoglio a Pippo Fava, drammaturgia di Nino Bellia e regia di Elio Gimbo, il 10, 16, 17, 18, 29 e 31 marzo (orari feriali ore 21 – domenica ore 18,30).

Lo spettacolo vedrà in scena la Marionettistica Fratelli Napoli (Davide Napoli – Diavolo e Peppenino, Marco Napoli e Dario Napoli – manianti e Fiorenzo Napoli – parraturi), Cosimo Coltraro (Don Procopio ‘Mballaccheri), Giuseppe Carbone (Nino Martoglio e Pippo Fava), Cinzia Caminiti e Sabrina Tellico (Cicca Stonchiti). Organizzazione Daniele Scalia, filmati di Gianni Nicotra, scene di Bernardo Perrone.sperduti

Una pièce dalle tante sfaccettature e che parla di Catania e dei catanesi, partendo dall’autore, scrittore e giornalista Nino Martoglio con alcuni dei personaggi più rappresentativi della sua produzione (Don Procopio ‘Mballaccheri e Cicca Stonchiti) supportati da Peppenino, simbolo comico dell’Opra dei pupi catanese ed incrociando anche la figura di un altro grande cronista e testimone delle complessità della città etnea come Pippo Fava.

In questo lavoro – spiega il regista Elio Gimbo – siamo partiti da una immagine: Nino Martoglio nel fondo della tromba dell’ascensore in cui qualcuno vigliaccamente lo ha appena spinto, si risveglia in un “mondo di sotto” in preda ad un’amnesia, qui viene accolto da don Procopio e Cicca Stonchiti, i figli più emblematici del suo teatro, veri e propri personaggi-bandiera, creature poetiche scaturite da un sottoproletariato cittadino incapace, allora come oggi, di farsi carico di un riscatto storico e politico all’interno dell’assetto sociale esistente. Insieme a loro c’è Peppenino, maschera comica dell’Opra dei pupi catanese ed omologo dei primi due nell’universo teatrale della Marionettistica dei Fratelli Napoli. Questo insolito terzetto avrà il compito di accompagnare l’autore in un viaggio nell’Inferno di Catania alla ricerca della propria memoria smarrita. 

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