Gestiva indirettamente lo storico “Etna Bar” (nelle foto) , con  sede in via Galermo, 338. Storico punto di passaggio dalla parte più estrema della città alle varie periferie della zona ovest. Cosimo Tudisco, di 45 anni (nella foto), sin dalla minore età, è stato coinvolto in numerosi e gravi episodi delittuosi, per i quali ha subìto ben nove condanne definitive, in particolare per furto aggravato, falso materiale, ricettazione, oltraggio a Pubblico ufficiale, due rapine pluriaggravate, inosservanza di obblighi inerenti la sorveglianza speciale e stupefacenti. La sua escalation criminale ha raggiunto un elevato livello qualitativo nell’ultimo decennio quando è stata giudizialmente accertata la sua partecipazione esterna all’associazione mafiosa “Cappello”. I numerosi elementi raccolti a suo carico hanno ampiamente delineato la figura di un soggetto socialmente pericoloso, dedito a traffici illeciti il quale, operando all’ombra dell’associazione mafiosa ha agito procurando illeciti arricchimenti per quest’ultima e per se stesso. Ora il Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione – accogliendo la proposta avanzata dal Questore, ha emesso un decreto di confisca di primo grado di beni nei confronti del pregiudicato, attualmente detenuto in carcere. Il valore dei beni confiscati è stimato in circa 500 mila euro.bar2

Il provvedimento rappresenta il frutto di un’indagine investigativa e patrimoniale condotta nel 2016 da un gruppo di lavoro integrato tra il personale della Divisione Polizia Anticrimine e quello della Squadra Mobile, che ha posto in evidenza la sproporzione tra i redditi formalmente dichiarati da Tudisco e il suo nucleo familiare ed i beni acquisiti nel tempo, frutto di investimenti ed articolate operazioni finanziarie di dubbia liceità.

In particolare, con tale provvedimento, il Tribunale ha disposto la confisca di primo grado delle somme ricavate dalla liquidazione dei beni aziendali dell’impresa individuale intestata alla convivente, e le somme ricavate dalla liquidazione dei beni aziendali della società “WORLD GAMES S.R.L.”, oltre ai beni aziendali ancora non liquidati, nonché la confisca di conti e depositi bancari e postali intestati a lui riconducibili. Inoltre, è stata disposta la confisca di primo grado di due fabbricati a Catania e intestati a terzi.

Etna-Bar

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