Sabato 25 , dalle 18, il Palazzo della Cultura di Via Vittorio Emanuele 12, ospiterà un’ anteprima della IX edizione del festival “Taobuk”, nel corso della quale lo scrittore spagnolo Javier Cercas (nella foto) riceverà il “Premio Sicilia”. Saranno presenti il sindaco Salvo Pogliese insieme all’assessore Regionale al Turismo Sandro Pappalardo e l’assessore alla Cultura Barbara Mirabella. Javier Cercas  converserà con la presidente del festival Antonella Ferrara e Andrea Nicastro del Corriere della Sera su “ Il Sogno Europeo: utopia ragionevole o desiderio irrangiungibile?”. Nel corso della serata è previsto un concerto del “ Mario Incudine Quartet”.

Il premio è già stato assegnato negli anni scorsi agli scrittori cileni Luis Sepulveda e Isalbel Allende. Il riconoscimento allo scrittore è inserito all’interno della rassegna del “Maggio dei Libri 2019 della Città di Catania”.

 Javier Cercas  nato nel 1962 a Ibahernando, Cáceres, è docente di letteratura spagnola all’Università di Gerona e collabora abitualmente con “El País”. Presso “Guanda” sono usciti: Soldati di Salamina (Premio Grinzane Cavour 2003), Il moventeLa velocità della luceLa donna del ritrattoAnatomia di un istante (Premio Nacional de Narrativa 2010, Premio Salone Internazionale del Libro di Torino 2011, Premio Letterario Internazionale Mondello 2011), Il nuovo inquilinoLa verità di AgamennoneLe leggi della frontieraL’avventura di scrivere romanzi (con Bruno Arpaia), L’impostoreIl punto cieco e Il sovrano delle ombre.

Il suo libro più famoso è “Soldati di Salamina” (titolo originale Soldados de Salamina) è un romanzo sulla guerra civile spagno pubblicato nel 2001 e tradotto in Italia l’anno seguente da Ugo Guanda Editore.

L’opera è una mistura tra fatti storici e finzione romanzesca, una caratteristica costante nella produzione letteraria dell’autore. Egli narra la storia di un giornalista-scrittore, ricalcato su Cercas stesso, che indaga su un singolare episodio risalente al devastante conflitto che ebbe luogo tra il 1936 e il 1939. La ricerca è un’occasione per discutere e riflettere su come debba essere commemorato nel XXI secolo il capitolo più sanguinoso della storia spagnola. Il titolo del libro allude metaforicamente alla famosa battaglia di Salamina, nella quale la flotta Ateniese comandata da Temistocle sconfisse i Persiani.

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