Per il secondo anno consecutivo, il “Teatro Stabile” augura “buona fine e buon principio” agli amanti della prosa, dando loro appuntamento il 31 dicembre alle ore 20,30 nella storica sala del “Musco” con un veglione che si presenta tra i più invitanti. Tutti a teatro già in prima serata e fino a notte fonda, per assistere alla “Centona” e gustare a seguire un prelibato cenone, l’una e l’altro all’insegna della migliore tradizione catanese e mediterranea.

Un pacchetto unico (costo 50 euro), che abbina alla visione dello spettacolo una ricca sequenza di specialità, preparate da “11eleven” privilegiando l’arte culinaria che il territorio vanta da sempre. E tipica è altresì l’anima della sua gente, che le pagine martogliane hanno saputo descrivere con spirito salace.

L’affresco martogliano ha avuto perciò tanta fortuna. A farlo rivivere è adesso una produzione nuova di zecca voluta dal Teatro Stabile di Catania, nella riduzione teatrale nata dalla sapiente rielaborazione di Nellina Laganà e dalla graffiante regia di Gianni Scuto.

“La Centona”- ovvero “confusione di voci di più persone”- è una densa e ricca galleria di “maschere” nate da vizi e virtù dei personaggi che popolavano liriche appassionate e giocose, tanti sonetti, le commedie e la pungente satira politica in versi del versatile scrittore e drammaturgo, nato a Belpasso nel 1870. Questo esteso campionario di grotteschi eroi del riso, che prende vita dalla miscellanea pubblicata per la prima volta nel 1899, viene restituito al pubblico catanese dalla stessa Laganà in scena con Vitalba Andrea, affiancate da Fulvio D’Angelo, Riccardo Maria Tarci, Raniela Ragonese, insieme a Carlo Ferreri e Giovanni Santangelo. Scene e costumi sono di Giovanna Giorgianni, le musiche di Alfonso Garrubba, le luci di Franco Buzzanca.

centonabis

 

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