Nell’ autolavaggio era un bimbo ad azionare il macchinario per pulire l’interno di una macchina. I poliziotti del Commissario Borgo-Ognina, che stavano controllando l’esercizio, sono rimasti letteralmente stupiti da questa situazione, ed hanno verificato che il bambino è il figlio della convivente di uno dei due titolari, come confermato da uno dei dipendenti.

Oltretutto è emerso che il bimbo non è iscritto a scuola, che l’ultima classe frequentata è stata la quarta elementare ed ha interrotto l’istruzione elementare obbligatoria da un anno.

Così gli agenti hanno ha indagato in stato di libertà, tali S.S.e S.C. per i reati di sfruttamento dello stato di bisogno del lavoratore e scarico illegale delle acque sporche nel sottosuolo; inoltre S.C. è stato indagato in stato di libertà per i reati di oltraggio e resistenza a Pubblico Ufficiale.

Durante il controllo nell’autolavaggio è stato riscontrato che i due titolari, esercitavano l’attività senza l’autorizzazione per lo scarico delle acque reflue nel sottosuolo con relativo danno ambientale e senza la dichiarazione d’inizio attività, quindi totalmente abusivo.lavaggio

Inoltre, sono stati accertati anche numerosi reati in materia di pulizia e sicurezza dei luoghi di lavoro (nella foto), con particolare riferimento allo stato di sporcizia pregressa, ambiente insalubre per la presenza residui di oli nel pavimento, impianto elettrico non a norma con fili volanti, scarsa manutenzione con dislivelli nel suolo con rischio inciampo, mancanza di attestato di formazione professionale.

Uno dei titolari, il pluripregiudicato S.C., durante il controllo è andato in escandescenza facendo resistenza e oltraggiando i poliziotti.

Sul posto sono intervenuti anche i vigili urbani che hanno proceduto alle contestazioni di carattere amministrativo.

 

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