Riceviamo e pubblichiamo.

La via Crociferi è un esempio scenografico di unità dell’, nella parte che va dall’arco di San Benedetto a prima all’incrocio con via Sangiuliano, non esagerando  i più bei cento metri barocchi della città e tra i più belli in Europa (anche l’altra metà della strada è da considerare se però si portasse alle sue origini Villa Cerami deturpata in modo abnorme dal prefabbricato in alluminio  della facoltà di Giurisprudenza). Così la definì l’accademico catanese Francesco Fichera (1881-1950): “Qui avverto una perplessità misteriosa, un clima silenzioso che concede la visione e induce al sogno”.

Quella via dei Crociferi che insieme a piazza Duomo e  piazza Università  rientrano nel Patrimonio dell’Umanità dovrebbe essere il fiore all’occhiello della città barocca ricostruita nel ‘700 (dopo il terremoto del 1693). Cosa si è fatto nel tempo per ben conservare e proteggere via Crociferi ?

 Basta fare un giro con occhio consapevole e critico per vedere quanti misfatti hanno subito i monumenti.

Partiamo dalla chiesa di San Benedetto e dal monastero di clausura delle Benedettine dove si deve pagare un biglietto d’ingresso, mentre si può accedere liberamente alla chiesa di S. Francesco Borgia (Gesuiti) pagando però lo scotto di ritrovarsi al centro un enorme scafandro di legno che offusca del tutto la visibilità e l’unicità della chiesa.

Passiamo al  limitrofo convento dei Gesuiti (con i suoi quattro cortili fra cui un chiostro con loggiato sormontato da colonne), chiuso da anni perché in precarie condizioni a causa dell’incuria e dell’abbandono:  si sconoscono le date di inizio e fine dei lavori di restauro e l’uso che si dovrebbe fare di tale enorme struttura.

E per finire la chiesa di San Giuliano (e del convento da tempo trasfigurato), gestita e sede della Confraternita del santo sepolcro di Gerusalemme la quale non può essere visitata perché chiusa al pubblico e alle visite ma, guarda caso, utilizzata, e in quel caso aperta, per matrimoni.

I muri e alle scalinate dei vari monumenti sono scempiati di continuo da orrendi graffiti tracciati da vandali con le bombolette spray che deturpano l’armonia e la scenografia dei luoghi  senza che alcuna delle autorità pensi non solo a contrastarli con controlli diurni e notturni ma di cancellare, con metodi compatibili e non invasivi, tali brutture.

Per non parlare di auto e motorini che attraversano la via indisturbati e del parcheggio, anch’esso rigorosamente abusivo, di tavolini di ritrovi sparsi senza curarsi del luogo e dell’estetica. Come ‘ciliegina’,  un portone del Monastero, tra la chiesa e l’arco (vedi foto), utilizzato come bagno pubblico con tanto di escrementi e urina, a vista:, stiamo  parlando di uno dei  gioielli storico-architettonici tra i più belli del settecento barocco.

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  1. Via Crociferi deve essere assolutamente recuperata e tutelata. Uniamoci insieme per salvarla. Leviamo forte le nostre voci verso le Istituzioni lente e distratte che non si rendono conto del valore e della potenzialità turistica dei 300 metri barocchi bellissimi. “SALVIAMO VIA CROCIFERI” catanesi, siciliani, italiani.
    C.P.