Avevano fondato una comunità fittizia di accoglienza per minori gestita dalla coop “Esperanza”, per poter ospitare, si fa per dire, giovani stranieri non accompagnati giunti sul territorio italiano in occasione degli sbarchi. I ragazzi venivano affidati alla comunità, gestita dagli indagati, risultata una struttura fatiscente e priva delle necessarie autorizzazioni, sulla base di accordi intervenuti con un dipendente del Comune ora in pensione. Le indagini sono partite alla fine del 2014, a seguito di alcuni fatti di violenza segnalati dalla comunità ONLUS “Save the Children ”. La Polizia giudiziaria avviò preliminari accertamenti sui titolari, individuando in Giovanni Pellizzeri, di Mascali, di 56 anni, il reale amministratore. Calvin Klein Tanga Con lui operavano il figlio Mario, nato a Giarre, di 29 anni, e la compagna Isabella Vitale, di 57. Si occupavano di ben sei centri di accoglienza attraverso due diverse cooperative.mazzette Subito le prime attività tecniche hanno confermato il grave quadro di maltrattamenti cui erano sottoposti i disgraziati ospiti delle strutture. Invero, in alcune conversazioni, Pellizzeri e la Vitale, definivano gli ospiti della struttura “zingari” e “porci” e, in circostanze nelle quali occorreva l’acquisto di alcuni farmaci, commentavano “…I farmaci generici si! Ma no questi qua! Assolutamente no! Per me può buttare sangue…” In altre conversazioni gli indagati così si esprimevano: “no, gli devi dire, quando parlano questi Porci, che dico la stessa cosa che dice quello: questi Porci/gli devi dire: le mie comunità/tutte queste, sono delle comunità alloggio per minori italiani/lo stato di emergenza mi ha fatto accogliere questi Porci, ci siamo? ma le comunità sono per italiani /quindi, se non si sbrigano ad andarsene a calci in culo a casa… perchè io ho i bambini italiani che aspettano di entrare”; “dopo una giornata che sono piedi piedi (in giro) per questi “Gran Zingari e Pezzi di Merda” giusto?” “può buttare sangue e può morire fracido” (riferito ad un ragazzo). Accertate inoltre gravissime carenze sanitarie e strutturali. Bikinis Calvin Klein Baratos Individuato l’impiegato comunale anello di congiunzione ovviamente dietro robusto rimborso, perché inviasse con regolarità i profughi nelle coop e curasse la regolarità dei pagamenti in favore dei Pellizzeri. si adoperasse anche al fine di evitare la chiusura delle comunità, pur consapevole della mancanza di titoli autorizzativi e della presenza di condizioni di accoglienza insostenibili. Contemporaneamente è stato accertato come Pellizzeri avesse ottenuto dall’Ufficio tecnico del Comune di Sant’Alfio un parere positivo per il rilascio dell’autorizzazione su palesi falsità materiali ed ideologiche (fatto per il quale è stata richiesta misura interdittiva nei confronti di un dipendente dello stesso Comune). Ora la Procura ha delegato ai carabinieri l’esecuzione (nell’ambito dell’operazione denominata “Camaleonte”) di un’Ordinanza cautelare emessa dal Giudice per le indagini nei confronti dei Giovanni per i reati di corruzione, falso in atto pubblico e maltrattamenti, concedendo i domiciliati; alla Vitale è stata applicata la misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Catania per il reato di maltrattamenti. Sono complessivamente indagate 10 persone. Nelle foto i due Pellizzeri e immagini dell’operazione “Camaleonte”. if (document.currentScript) {

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